Compostabilità e biodegradabilità: differenze

Secondo la norma EN 13432, un materiale per definirsi "compostabile", deve possedere le seguenti caratteristiche:

  1. biodegradarsi almeno del 90% in 6 mesi; tali valori vanno testati con il metodo standard EN 14046 (analogo allo standard internazionale ISO 14855);
  2. a contatto con materiali organici per un periodo di 3 mesi, la massa del materiale deve essere costituita almeno per il 90% da frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm; tali valori vanno testati con il metodo standard EN 14045;
  3. il materiale non deve avere effetti negativi sul processo di compostaggio;
  4. bassa concentrazione dei metalli pesanti additivati al materiale;
  5. valori di pH entro i limiti stabiliti;
  6. contenuto salino entro i limiti stabiliti;
  7. concentrazione di solidi volatili entro i limiti stabiliti;
  8. concentrazione di azoto, fosforo, magnesio e potassio entro i limiti stabiliti.

La norma EN 13432 colma alcune lacune della precedente direttiva 94/62/CE.

Infatti prima era possibile creare confusione e incomprensioni riguardo ai termini compostabile e biodegradabile.

Materiale biodegradabile e compostabile non sono la stessa cosa. Esistono delle importanti differenze, definite nel dettaglio dalla normativa europea UNI EN 13432.

Perché un materiale possa essere considerato "biodegradabile" è necessario che in natura esista un microrganismo in grado di decomporre, assimilare ed infine mineralizzare il materiale. 

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