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COME LA PLASTIFICAZIONE AGISCE SULLA RESA CROMATICA DI UNO STAMPATO – alcune considerazioni-

Colorno, 14 novembre 2013

Può capitare che successivamente alla plastificazione  i colori dello stampato mostrino una diversa cromia rispetto al campione non plastificato.

Sono diversi i fattori che possono determinare tale situazione e di seguito si cercherà di chiarirne alcuni.

Innanzitutto è necessario ricordare che la lamina di plastica che viene accoppiata al foglio stampato determina un mutamento del percorso della luce che colpisce il foglio: prima direttamente sul foglio stampato e dopo la plastificazione, attraverso il film plastico. Dato che la percezione del colore è influenzata dal percorso che compie la luce è necessario preventivare questo fenomeno.

L’effetto cromatico visivo che si ottiene è determinato fondamentalmente dal comportamento e dalla reazione dei seguenti elementi:

– Tipo di film plastico utilizzato (opacità e trasparenza), struttura superficiale, spessore.

– Tecnologia con il quale viene applicato il film plastico.

– Tipo e quantità di adesivo.

– Tipo di carta.

– Tipo di inchiostro (caratteristiche colorimetriche, tiro, viscosità, trasparenza, pigmentazione, ecc…).

– Macchina da stampa,  sequenza di stampa o condizioni di stampabilità (tessuto gommato, lastra, soluzione di bagnatura, ecc…).

– Elementi di stampabilità: rapporto fra grafismo (parte stampante) e contrografismo (parte non stampante).

Inoltre, per ottenere un risultato ottimale e ripetitivo è indispensabile conoscere sia densitometricamente che spettrofometricamente i valori con i quali abbiamo stampato. Risulta evidente che confrontando un foglio stampato non plastificato con uno stesso foglio plastificato, la plastificazione influisca in modo determinante sia sul suo aspetto generale che sulla resa cromatica dello stampato. Può succedere tuttavia che le immagini con il film plastico assumano una dominante cromatica non prevista o non voluta.

Il viraggio dell’inchiostro alla luce è amplificato dal film plastico.

Effettuando diverse prove in laboratorio (spettrofotometria e desitometria) la prima osservazione in riferimento ai valori rilevati è quella che la plastificazione influisce in modo determinante ai fini cromatici dello stampato. Tale variazione non risulta uguale per tutti i colori. Di seguito alcuni dettagli.

La CHIAREZZA L*

I valori rilevati mettono in evidenza un comportamento diversificato in relazione al colore preso in esame. Per esempio per quanto concerne il bianco carta, la chiarezza diminuisce con la plastificazione, anche se in modo minimo, mentre nel nero aumenta in modo evidente. Più in generale: nei colori scuri (Nero, Blu e C+M+G) la tendenza con la plastificazione è nell’aumento della Chiarezza mentre tende a diminuire nei colori più chiari. Infine,  tende ad essere leggermente superiore nei fondi pieni e a diminuire nelle zone retinate (30%; 50%; 80%).

I risultati ottenuti fanno supporre che l’influenza della plastificazione sulla cromaticità di un’immagine non è simile in tutte le percentuali ed in particolare tra pieni e retinati; di conseguenza ogni immagine può avere variazioni cromatiche che, nell’insieme, possono diversificarsi fra loro.

La SATURAZIONE C* e la TINTA h°

Anche per la saturazione abbiamo un comportamento diverso tra i valori sui fondi pieni, meno saturi e zone retinate (30%; 50%; 80%) più saturi. In merito alla TINTA h°, questa resta assai stabile salvo che nel caso del rosso 100% e nelle coperture superficiali del Magenta (30%; 50%; 80%).

Rapporto Contrasto di stampa K/Aumento del punto

Un fattore che aiuta a comprendere le differenze tra foglio stampato plastificato e non è il valore dell’aumento del punto. Questo valore aumenta notevolmente con la plastificazione.

E’ evidente che questo aumento del punto non sia fisico ma ottico, dovuto cioè allo strato pellicolare del film che amplifica la percezione visiva delle dimensioni del punto. E’ come se il film si comportasse come una lente d’ingrandimento. Conseguentemente a tale effetto, se l’aumento del punto cresce, di conseguenza il contrasto di stampa K diminuisce.

Il rapporto contrasto di stampa K/aumento del punto determina l’andamento qualitativo dello stampato in fase di stampa. Indicando tramite valori oggettivi le tolleranze di riferimento, ripetibili nel caso in cui si ripropongono le stesse condizioni di stampabilità, è possibile realizzare uno stampato conforme sia in fase di avviamento che in fase di tiratura, garantendone la cromaticità.

Le condizioni di stampa variano “a mano a mano” che aumentano le copie stampate

Durante la tiratura la variazione di inchiostrazione genera una variazione cromatica. Tale condizione comporta che maggiore è il range che teniamo della densità dell’inchiostro e maggiore è la possibilità di vedere evidenziata questa differenza quando il foglio viene plastificato.

L’utilizzo del densitometro o spettrofotometro durante le fasi di stampa permette di ottenere un range di tolleranza inferiore.

Eventuali lavorazioni successive del materiale plastificato non devono avvenire prima che sia trascorso il tempo necessario e sufficiente al raggiungimento della massima adesione del film al supporto accoppiato. Tale periodo può variare in funzione dei diversi inchiostri e prodotti di finitura utilizzati unitamente al tipo di supporto, sia esso di tipo cartaceo o di altra materia. Come buona norma si raccomanda, pertanto, di effettuare test preliminari per verificare il corretto svolgimento di applicazioni successive all’accoppiamento.

RIASSUMENDO

– E’ indispensabile che l’inchiostro utilizzato in fase di stampa sia perfettamente essiccato sia in superficie che all’interno; diversamente la fase di plastificazione potrebbe determinare una reazione indesiderata con conseguenti anomalie che si ripercuotono sul film plastico provocando il

suo distacco e rendendo lo stampato non conforme.

– L’inchiostro utilizzato in fase di stampa deve essere idoneo a ricevere il film plastico. Molta attenzione, per esempio, va riposta nell’utilizzo degli inchiostri metallizzati e REFLEX. Tale tipologia di inchiostri ha dimostrato infatti di essere  soggetta rispettivamente a fenomeni di sollevamento e di viraggio dopo la plastificazione.

– Consultare attentamente la scheda tecnica degli inchiostri.  Fenomeni di viraggio del colore possono  verificarsi a partire dalla mezz’ora dopo la laminazione fino alle 48 ore dopo.

–  L’inchiostro va sempre adattato al tipo di carta.

– Se non si conosce preventivamente il comportamento del film plastico con l’utilizzo di determinati tipi di inchiostri è buona norma eseguire una piccola tiratura per  verificare il risultato finale.

CONCLUDENDO

Con questa trattazione si è voluto condividere, con coloro che si occupano di stampa e plastificazione della carta, analisi di laboratorio che hanno permesso di oggettivare diverse fenomenologie che accadono durante i processi di stampa/accoppiamento. Le indicazioni riportate sono volte ad affiancare le conoscenze già acquisite dagli operatori. E’ emerso infine che le non conformità per viraggio cromatico sono, nella maggior parte dei casi, riconducibili ad una scelta/utilizzo non idoneo dei materiali e/o esecuzione dei lavori non a regola d’arte,  piuttosto che di una loro difettosità.

Mag Data Spa

Stefano Galderisi